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Gastroenterologia - Endoscopia digestiva

INFORMATIVA SU BREATH TEST PER BREATH TEST
PER LA DIAGNOSI DELLA MALATTIA CELIACA
E DEL FOLLOW UP

Cos’è la malattia celiaca.

La malattia celiaca è un'intolleranza al glutine associata spesso a diarrea, statorrea e calo ponderale. Accanto a questa forma classica si osservano sempre di più forme subcliniche di malattia celiaca, con sintomi extra intestinali, e forme senza sintomi, dette silenti, latenti o potenziali, presenti in soggetti appartenenti a categorie a rischio (individui con diabete mellito insulino dipendente, con tircopatiti autoimmuni o con parenti di primo grado celiaci). Queste forme sfuggono spesso alla diagnosi classica di celiachia.

Il breath test per la diagnosi della malattia celiaca e del follow up è una metodica non invasiva, di semplice esecuzione, ben accettata dal paziente, che è particolarmente utile nella diagnosi di malattia celiaca, dal momento che in tale patologia il malassorbimento dei carboidrati è dovuto alla riduzione della superficie assorbente ed alla diminuzione dell'attività disaccaridasica. In particolare H2 breath test al sorbitolo è il breath test cardine in quanto nei celiaci in dieta libera si osserva un malassorbimento di questo polialcool.

Per poter effettuare il test è importante seguire le seguenti indicazioni:

  • non effettuare terapie a base di antibiotici, fermenti lattici e lassativi nei 7 giorni che precedono l'esame;
  • la sera che precede l'esame si può cenare con: riso bollito e condito con olio e carne o pesce ai ferri o bolliti;
  • digiuno da almeno 8 ore prima dell'esame;
  • evitare di fumare;
  • non sottoporsi a sforzi fisici eccessivi;
  • non lavarsi i denti.

Il breath test per la celiachia si rivela dunque il principale breath test diagnostico non invasivo in grado di fornire dati oggettivi evitando iter complessi e diete restrittive non necessarie

INFORMATIVA SU BREATH TEST PER LA VALUTAZIONE DELL'INTOLLERANZA AL LATTOSIO

L'intolleranza al lattosio è una forma molto comune di deficit di lattasi, enzima necessario per il metabolismo del latte e dei suoi derivati.

Il paziente affetto da intolleranza al lattosio presenta un quadro clinico di non facile riconoscimento.

Sintomi

I sintomi più comuni sono infatti diarrea, dolori crampiformi, distensione e gonfiore addominale, flatulenza e si possono presentare singolarmente o in associazione.

Come si esegue il breath test per l'intolleranza a lattosio

Questa metodica si basa sulla ricerca di alcuni prodotti finali metabolici di sostanze presenti nell'alimentazione che, in presenza di alcune patologie intestinali, subiscono diverse modificazioni e che vengono eliminati per via polmonare. Infatti, questi prodotti possono essere rilevati nell'aria espirata opportunamente raccolta con un gascromatografo.

Il test consiste nel valutare la presenza di H2 nell'espirato dopo l'assunzione di un adosa di 50 grammi di lattosio soffiando per 9 volte a distanza di mezz'ora all'interno di una piccola sacca.

Nell'intestino in condizioni di normalità si produce un quantitativo minimo di H2; l'aumento di quest'ultimo nell'espirato dopo l'assunzione di lattosio può dimostrate un malassorbimento di varia entità.

L'H2 Breath Test rappresenta una nuova metodica non invasiva, di semplice esecuzione, ben accetta dal paziente che permette di definire la presenza di intolleranza, sia nei bambini che negli adulti.

Per poter effettuare il test è importante seguire le seguenti indicazioni:

  • non effettuare terapie a base di antibiotici, fermenti lattici e lassativi nei 7 giorni che precedono l'esame;
  • la sera che precede l'esame si può cenare con: riso bollito e condito con olio e carne o pesce ai ferri o bolliti;
  • digiuno da almeno 8 ore prima dell'esame;
  • evitare di fumare;
  • non sottoporsi a sforzi fisici eccessivi.

COS’È IL BREATH TEST PER LA VALUTAZIONE DELL'OVERGROWTH BATTERICO (COLONIZZAZIONE BATTERICA DELL'INTESTINO TENUE)

L'H2 Breath Test rappresenta una nuova metodica non invasiva, di semplice esecuzione, ben accetta dal paziente che permette di definire la presenza di intolleranza, sia nei bambini che negli adulti.

Normalmente il piccolo intestino possiede una flora batterica molto scarsa, quindi non è in grado di fermentare alcuno zucchero. In certe condizioni però si ha un incremento della flora batterica in alcuni tratti del tenue, tale da fermentare carboidrati della dieta provocando molteplici sintomi. Molti sintomi tipici della sindrome da colon irritabile (nausea, meteorismo, borborigmi, diarrea, dolori colico addominali, perdita di peso, astenia e anemia, malassorbimento della vitamina B12) possono in realtà appartenere alle enteropatie da sovracrescita nell'intestino tenue.

Questa metodica si basa sulla ricerca di alcuni prodotti finali metabolici di sostanze presenti nell'alimentazione che, in presenza di una sovrascrescita batterica intestinale, subiscono diverse modificazioni e che vengono eliminati per via polmonare. Infatti, questi prodotti possono essere rilevati nell'aria espirata opportunamente raccolta con un gascromatografo.

Come si esegue:

  • Il test è basato sulla rilevazione dell'incremento di idrogeno dopo assunzione di zucchero (50 grammi di glucosio).
  • Il test si esegue raccogliendo l'espirato per 9 volte ogni 15 minuti dopo l'assunzione di zucchero.

UREA BREATH TEST

Cos’è l'Helicobacter Pylori (HP)

L'Helicobacter pylori è un batterio spiraliforme che può colonizzare la mucosa gastrica, il rivestimento dello stomaco umano. L’infezione è spesso asintomatica, ma talvolta può provocare gastrite e ulcere a livello dello stomaco o del duodeno, il primo tratto dell’intestino. L’ulcera è un’irritazione o un vero e proprio foro che si forma nella mucosa, che produce un dolore intenso, soprattutto a stomaco vuoto.

Le modalità con cui l’Helicobacter si trasmette sono ancora sconosciute e attualmente l’uomo è l’unico serbatoio noto di questo batterio. La modalità di trasmissione più probabile è quella orale, o oro-fecale. Altre possibili vie di contagio sono il contatto con acque. Per diagnosticare l'infezione uno dei metodi piu'usati è l'esame Urea Breath Test (UBT)

Preparazione all'Esame di Urea Breath Test

L'urea breath test (o test del respiro) è il test più specifico per la diagnosi di infezione da HP inoltre la non invasività, la semplicità di esecuzione e la sua innocuità lo rendono erlettivo nel sospetto di infezione negli adulti, nei bambini, nelle donne in gravidanza e può essere inoltre utilizzato nella valutazione dell'alitosi.

Il test consiste nella raccolta di due campioni di espirato prima e dopo aver ingerito una soluzione di urea marcata con carbonio C13.

L'H2 Breath Test rappresenta una nuova metodica non invasiva, di semplice esecuzione, ben accetta dal paziente che permette di definire la presenza di intolleranza, sia nei bambini che negli adulti.

L'esame del respiro, urea breath test (UBT), può essere il primo passo per identificare le cause dei vostri disturbi digestivi.

Il test è semplice, ma nello stesso tempo accurato e permette di identificare l'eventuale presenza dell'Helicobacter pylori (Hp) nello stomaco.

E' inutile dire quanto una diagnosi precisa sia il presupposto per una terapia mirata ed adeguata.

L'infezione batterica da Hp si associa spesso ad erosioni e/o ulcere gastroduodenali, alle gastriti ed alla dispepsia non ulcerosa.

Anche l'alitosi si può associare ad un'infezione gastrica da Hp (presente fino al 60% dei casi). Inoltre l'UBT è il test più adatto per verificare la scomparsa dell'Hp dallo stomaco dopo terapia eradicante.

L'Urea Breath Test (UBT) consiste nella raccolta di alcuni campioni di respiro. I campioni vengono analizzati utilizzando una speciale apparecchiatura che permette di rilevare l'eventuale presenza dell'Helicobacter pylori a livello della mucosa gastrica. L'Urea Breath Test (UBT) è un esame che possono fare tutti e non comporta fastidi e tanto meno dolore. Non utilizza sostanze pericolose o dannose per l'organismo e quindi può essere effettuato da bambini e donne in gravidanza.

Può essere ripetuto sulla base del giudizio medico.

Ricordarsi che al fine di una corretta esecuzione del test è necessario essere a digiuno da almeno cinque ore (è permessa l'assunzione di acqua naturale), di non aver assunto farmaci anti-ulcera (inibitori della pompa protonica o H2 antagonisti) e/o antibiotici nelle quattro settimane precedenti.

Infine l'UBT non sostituisce l'esofagogastroduodenoscopia nella ricerca e nel controllo di eventuali lesioni del tratto digestivo superiore.

Esecuzione dell'esame

Verrete invitati a :

  • soffiare lentamente per circa 15 secondi all'interno di una provetta di vetro mediante una cannuccia;
  • bere 50 ml di acqua naturale con sciolta 75 mg di urea 13 C;
  • soffiare ancora dopo 30 minuti in un'altra provetta.

N.B. Nei trenta minuti di attesa non si può bere né mangiare e dovrete rimanere seduti.

A esame concluso voi potrete lasciare l'ambulatorio e dedicarvi alle vostre normali occupazioni.

COS’È L’ESOFAGOGASTRODUODENOSCOPIA (EGDS)

gastroenterologo Potenza

L’EsofagoGastroDuodenoScopia (EGD) è un esame che consente di vedere dall’interno il primo tratto del tubo dirigente (esofago, stomaco e un tratto del duodeno); ci si avvale di strumenti flessibili e abbastanza sottili (meno spessi di alcune pastiglie da inghiottire) ma lunghi abbastanza da visualizzare il primo tratto di tubo digerente sino alla seconda porzione duodenale; gli strumenti portano una microcamera in punta (videoscopia) o un fascio di fibre ottiche (fibroscopia), sono provvisti di tiranti interni per variarne la direzione e sono provvisti di canali da cui far passare vari strumenti utili ai fini diagnostici e di cura.

Le malattie del primo tratto digestivo sono molteplici: infiammazioni (esofagiti, gastriti, duodeniti),ulcere localizzate nell’esofago, stomaco e duodeno, formazioni benigne e tumori, ed inoltre ernie jatali, varici dell’esofago e dello stomaco, e molte altre situazioni che richiedono una diagnosi accurata per impostare una adeguata terapia. Inoltre con l’esame si possono compiere atti terapeutici come arresto di emorragie in atto, polipectomie etc.

Preparazione all’esame Esofagogastroduodenoscopia (EGD)

Salvo casi particolari è sufficiente il digiuno dalla mezzanotte; sino a 2 ore prima dell’esame si può bere acqua. Si possono assumere le usuali terapie ma occorre segnalare al momento della prenotazione una terapia con anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici, che potrebbe essere necessario modificare o sospendere d’accordo con il medico curante. Bisogna anche segnalare lo stato di portatore di Pace - Maker, lo stato di gravidanza, malattie della coagulazione, allergie, gravi malattie del fegato (cirrosi) e insufficienza respiratoria e cardiaca (scompenso) per i necessari provvedimenti e precauzioni.

Prima dell’esame di EsofagoGastroDuodenoScopia (EGD)

Il paziente si accomoda sul lettino, sul fianco sinistro; (se si è portatori di dentiera e protesi parziali mobili vengono tolte) si spruzza - se richiesto - un po’ di anestesia spray nel cavo orale; si pratica (se necessario o richiesto) una sedazione con benzodiazepine. Il paziente tiene fra i denti un apposito boccaglio e l’esame può cominciare.

Durante l’esame di EsofagoGastroDuodenoScopia (EGD)

Lo strumento viene introdotto nel cavo orale ed il paziente è invitato ad inghiottire; se vi è buona collaborazione lo strumento passa senza fastidio particolare. Si noti comunque che lo strumento passa dove di solito passa il boccone di cibo; la trachea, da dove passa l’aria, è distinta e del tutto libera, per cui si può tranquillamente respirare dal naso. Lo strumento è sospinto dolcemente attraverso l’esofago, lo stomaco sino al primo tratto del duodeno. L’esame dura usualmente da 5 - 7 minuti, salvo situazioni particolari. Si possono effettuare biopsie - non dolorose - per chiarire aspetti diagnostici: questo non vuole assolutamente dire che vi sia qualche cosa di preoccupante! Può essere necessario effettuare manovre terapeutiche, iniezioni nella parete del viscere di sostanze per bloccare un’emorragia e altro ancora. Le complicazioni, teoricamente possibili, sono molto rare e consistono in emorragie o perforazioni del viscere legate a situazioni particolari molto rare o a manovre terapeutiche. In casi eccezionali si può arrivare al ricovero per provvedimenti terapeutici anche chirurgici.

A giudizio del medico può essere necessario interrompere l’esame prima del suo completamento per motivazioni tecniche, cliniche o intolleranza del paziente.

Dopo l’esame di EsofagoGastroDuodenoScopia (EGD)

Se non si è effettuata sedazione, dopo alcuni minuti di osservazione il paziente può tornare a casa. l’esito dell’esame endoscopico è consegnato subito. Si ritirerà invece a distanza di tempo l’esito dell’esame istologico (se effettuato). Finito l’effetto della anestesia locale della gola (se è stata effettuata) si può mangiare, tenendo conto che talora è indicata una dieta a temperatura ambiente o fredda e di consistenza morbida. Se è stata effettuata sedazione, non è possibile guidare l’auto o altri mezzi per tutto il giorno; questa eventualità, è comunque da tenere presente perchè potrebbe essere opportuno essere accompagnati o servirsi di mezzi pubblici.

COS’È UNA COLONSCOPIA

La colonscopia è un esame diagnostico ed in alcuni casi anche una procedura terapeutica (che serve a curare) che viene effettuata con uno strumento flessibile di poco più di un centimetro di diametro. L’endoscopio viene inserito nell’ano e fatto risalire nel colon (intestino crasso) per osservarlo dall’interno; talora se è indicato, si osserva anche l’ultima ansa del tenue (piccolo intestino) al suo sbocco nel colon. Lo strumento viene spinto lentamente nel colon, effettuando le varie curve del viscere tramite tiranti che consentono di spostare la punta; l’interno è visualizzato da una piccolissima telecamera (videoscopia) o da un fascio di fibre ottiche (fibrocolonscopia).

La colonscopia serve ad evidenziare eventuali alterazioni della mucosa del colon (infiammazioni, diverticoli, alterazioni vascolari, polipi e tumori) o ad escluderle; è di solito un esame attendibile, se eseguito in buone condizioni di pulizia intestinale e permette, rispetto ad altre indagini come ad esempio il clisma opaco, di effettuare, se servono, delle biopsie o di togliere gli eventuali polipi presenti con un’ansa nella quale passa della corrente elettrica. In taluni casi si può evidenziare la sede di un’emorragia. La prevenzione dei tumori del colon si basa proprio sulla individuazione dei polipi e sulla loro asportazione, interrompendo la sequenza polipo-tumore in uno stadio precoce. L’esame istologico fornisce informazioni essenziali sul comportamento da tenere in seguito, sia nell’immediato che a distanza (follow-up).

Preparazione alla Colonscopia

Più l’intestino è pulito, meno si rischia di perdere informazioni importanti o di dovere ripetere l’esame; se un soggetto è molto stitico, la preparazione “standard” può non essere sufficiente ed è opportuno segnalarlo in anticipo per avere istruzioni supplementari: troverete un foglio dedicato alla preparazione dell’esame con l’usuale comportamento da tenere. Non è di solito necessario sospendere i farmaci che si stanno assumendo ma è necessario informarne il medico che effettuerà l’esame; è opportuno in particolare segnalare per tempo, prima di assumere la preparazione, le seguenti situazioni:

PORTATORE DI PACE MAKER CARDIACO, MALATTIE DELLA COAGULAZIONE o TRATTAMENTO CON ANTICOAGULANTI od ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI, GRAVE STITICHEZZA, ASSUNZIONE DI PREPARATI DI FERRO PER BOCCA, TRATTAMENTO INSULINICO per DIABETE, INSUFFICIENZA RENALE in TRATTAMENTO DIALITICO, SCOMPENSO CARDIACO.

Bisogna segnalare anche, prima dell’esame: STATO DI GRAVIDANZA, EPILESSIA IN TRATTAMENTO, INSUFFICIENZA EPATICA, RESPIRATORIA O CARDIACA, VALVULOPATIE CARDIACHE, ALLERGIE, (per provvedimenti od attenzioni speciali da adottare sul momento) ed eventuali precedenti interventi sull’addome o la presenza di ernie addominali.

Il paziente nei quattro giorni che precedono l’esame, può assumere i tre pasti regolari con dieta povera di scorie (evitare frutta, verdure e mollica di pane); evitare soprattutto uva e kiwi.

Il GIORNO CHE PRECEDE L’ESAME alle ore 16.00 inizia la preparazione con soluzione elettrolitica MOVIPREP reperibile presso qualsiasi farmacia. Dopo la preparazione non si deve mangiare; è tuttavia consentito bere thè o camomilla zuccherati.

IL GIORNO DELL’ESAME alle ore 7.30 il paziente può fare colazione con thè o camomilla (senza latte né limone) molto zuccherati.

Modalità di somministrazione della soluzione elettrolitica MOVIPREP

Confezione:
La scatola di MOVIPREP contiene 2 buste di polvere che servono per la preparazione di 2 litri di soluzione.

Modalità di preparazione:
Un ciclo di trattamento comporta l’assunzione di due litri di prodotto; si raccomanda fortemente di assumere anche un litro di liquido chiaro, tra cui acqua, brodo, succo di frutta senza polpa, bevande analcoliche , thè e/o caffè senza latte.

Un litro è costituito da una ‘’Bustina A’’ e da una ‘’Bustina B’’ sciolte insieme in un litro di acqua; la soluzione ricostituita deve essere bevuta nell’arco di una o due ore e l’assunzione va ripetuta con un secondo litro del farmaco.

Il ciclo di trattamento può essere assunto: sia suddiviso in due volte, assumendo un litro la sera precedente e un litro al mattino presto del giorno dell’esame clinico;o in una sola volta la sera prima.

Lasciar passare almeno un’ora tra l’assunzione di liquido(il medicinale o liquido chiaro) e l’inizio dellacolonscopia.

Dall’inizio del ciclo di trattamento e fino al termine dell’esame clinico non deve essere assunto alcun cibo solido.

Non è raccomandato nei bambini al di sotto di 18 anni, in quanto non sono stati effettuati studi.

COLONSCOPIA: RICORDARSI DI...

NON INGERIRE ALCUN TIPO DI CIBO SOLIDO NE’ PRIMA (3-4 ORE) NE’ DURANTE L’ASSUNZIONE DELLA SOLUZIONE, NE’ NELL’INTERVALLO TRA L’ASSUNZIONE E L’ESAME ENDOSCOPICO.

NEI 5 GIORNI PRECEDENTI L’ESAME ENDOSCOPICO SOSPENDERE L’USO DEI FARMACI CHE ALTERANO L’EMOCOAGULAZIONE (TICLOPIDINA, ASPIRINA, COUMADIN, etc.).

PRIMA DELL’ESAME SEGNALARE AL MEDICO SE SI E’ PORTATORI DI PACE-MAKER.

Prima dell’esame di Colonscopia

Il paziente viene fatto distendere sul lettino e viene presa una vena; sono somministrati se necessari farmaci antidolorifici ed eseguita una sedazione; si può provare una sensazione di “giramento” di testa legato ai farmaci o sonnolenza); viene effettuata un’esplorazione rettale, anche per lubrificare la zona. Poi inizia l’esame vero e proprio, con l’introduzione dello strumento.

Durante l’esame di Colonscopia

L’esame e solitamente ben tollerato, ma è sicuramente un po’ fastidioso e talora saltuariamente doloroso.

In base alle condizioni individuali ed a quello che si trova, la durata dell’esame può variare da una decina di minuti al oltre mezz’ora. Viene insufflata dell’aria per osservare bene le pareti dell’intestino e questo può causare distensione intestinale (l’aria viene poi quasi tutta tolta a fine esame). In caso di intolleranza o dolore si può chiedere al medico di togliere un po’ d’aria o di fermarsi un momento, ed è sempre il Paziente che può chiedere di sospendere l’esame. Si effettua l’osservazione delle pareti ed eventualmente biopsie (NON dolorose) o altri specifici provvedimenti (polipectomie etc.) quando indicato. Potrà essere necessario cambiare posizione sul lettino, dal fianco sinistro a supino etc. A giudizio del medico l’esame potrebbe essere sospeso prima del suo completamento per motivazioni tecniche, cliniche o intolleranza del paziente. Le complicanze di rilievo sono molto rare ed usualmente affrontabili con provvedimenti adottabili durante l’esame; sono l’emorragia, specie in sede di biopsia o di polipectomia, ed eccezionalmente la perforazione del viscere. Sono complicanze assai rare, per lo più legate a situazione particolari, che in casi eccezionali possono richiedere il ricovero ed un provvedimento chirurgico. È comunque opportuno per il giorno dell’esame ed il successivo osservare le feci per rilevare l’eventuale presenza di sangue ( che in piccole quantità può essere normale se si sono fatte biopsie); in caso di dolori addominali persistenti o sangue più abbondante telefonare al centro o rivolgersi al proprio Medico Curante.

Cos’è una biopsia

È un prelievo di tessuto del colon, fatto con una pinza attraverso lo strumento; il prelievo non è avvertito dal paziente pertanto non è doloroso. La sua esecuzione non significa che ci sia una situazione grave: può essere effettuata anche per chiarire un dubbio o valutare una semplice infiammazione della mucosa. La risposta non è immediata, e per il ritiro dell’esito Le verranno date le necessarie informazioni.

Dopo l’esame di Colonscopia

Il paziente viene tenuto in osservazione per circa mezz’ora; se vi è ancora distensione addominale può essere inserita una sonda rettale; viene tolto l’ago-cannula che era inserito in una vena; poi il paziente può tornare a casa, mangiare un pasto leggero, evitando di bere vino ed altri alcolici che potenziano l’effetto della sedazione. Non può guidare alcun mezzo o andare in bicicletta o esporsi comunque a situazioni di rischio per tutta la giornata. È quindi necessario prevedere la presenza di un accompagnatore per guidare l’auto o servirsi di un mezzo pubblico.

Precauzioni dopo l’esame di Colonscopia

Se si sono effettuate biopsie può essere necessario attendere qualche giorno prima di ricominciare una terapia anticoagulante od antiaggregante: parlatene con il Medico Curante che deve essere informato dell’esito dell’esame endoscopico ed istologico, per impostare un’eventuale terapia ed anche per programmare controlli nel tempo, se fossero necessari.

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